La storia della famiglia Schillagi
Le mie radici italiane cominciano in Sicilia, a Roccapalumba, un piccolo paese in provincia di Palermo. Qui è nato nel 1876 il mio bisnonno, Ignazio Schillaci, figlio di Salvatore Schillaci e Giuseppa Farruggia.
Salvatore era contadino: lavorava la terra con le mani, si alzava presto e affrontava ogni giorno con coraggio. Giuseppa veniva da Alia, un altro piccolo paese nei dintorni.
La famiglia aveva nove figli e la vita in Sicilia nell’Italia post unitaria era difficile al sud: mancava il lavoro e c’era poca possibilità di futuro. Così Salvatore e Giuseppa hanno deciso di partire per l’Argentina. Sapeva che altri paesani erano giunti prima di lui in una terra ondulata, fertile e generosa. Terra di sole e di buon vino.
Ignazio è partito con i suoi genitori e alcuni fratelli, portando con sé semi della propria terra e molta speranza.
Durante il viaggio in nave, Ignazio ha conosciuto una bambina della sua età, Clasina Elst, di origine olandese. Sono diventati subito amici. Arrivati a Buenos Aires, la famiglia è rimasta lì per qualche mese, poi si è trasferita a Mendoza, a Godoy Cruz. Il paesaggio di colline, sole e vigneti ricordava molto la Sicilia. Lì hanno iniziato una nuova vita e hanno imparato a lavorare quella terra.
Anni dopo, Ignazio si è sposato con Clasina da cui ha avuto molti figli. Alcuni sono nati con il cognome scritto in modo diverso: Schillagi, con la “g”, per un errore nei registri.
Uno dei figli di Ignazio si chiamava Salvador. Lui ha sposato Emma Manino, anche lei di origine siciliana. Da loro è nato mio padre Héctor, che è cresciuto tra i campi e le vigne di Mendoza. Anche se poi ha scelto un’altra vita a Buenos Aires, ha portato sempre con sé l’amore per Mendoza, la terra della sua infanzia.
Molti anni dopo, io ho deciso di fare il viaggio al contrario e visitare Roccapalumba. Ripercorrere il mio passato. Camminare per le sue strade e vedere i volti delle persone è stato emozionante: ho ritrovato abitudini e tratti familiari. I paesaggi mi ricordavano Mendoza e ho sentito che passato e presente, Sicilia e Argentina, si univano in un unico abbraccio.
Questa è la nostra eredità: radici profonde, abitudini italiane che vivono ancora oggi nei gesti quotidiani, nel modo di lavorare, di cucinare, di stare insieme.
Una storia fatta di coraggio, memoria e gratitudine.
Valeria Schillagi 🇦🇷❤️🇮🇹