Mi chiamo Gabriela e voglio condividere la storia di mio nonno materno. Vorrei raccontare con tanto orgoglio un po’ della sua vita soprattutto perché fa parte delle mie radici.
Nicola Lombardi nasce il 6 luglio 1893 a Tufara, in provincia di Campobasso nella regione di Molise. I suoi genitori si chiamavano Domenica Boccamazzo e Giovanni Lombardi e avevano tre figli: lui era il più grande e l’unico sopravvissuto giacché, purtroppo, i fratellini morirono poco tempo dopo esser nati.
Mio nonno ha sempre avuto una vita senza lussi e nonostante ciò non gli è mancato mai nulla, soprattutto il buonumore.
La storia del nonno si collega a quella di una bambina molto povera. I vicini di casa erano in tanto e non riuscivano a sbarcare il lunario e così, vista la situazione difficile dei vicini, i miei bisnonni decidono di far crescere una delle figlie femmine a casa loro. Nonno Nicola non era più solo: aveva una sorellina!
Tra i racconti che ho ascoltato ce ne sono alcuni molto toccanti: quando Nicola andava a scuola, portava sempre del pane fatto in casa dalla mamma e ne portava molto per scambiarlo con i compagni con della frutta.
Era un bambino felice e la sua infanzia è trascorsa tra giochi e qualche birichinata che faceva naturalmente arrabbiare la mamma. Scappava di casa e gli faceva qualche dispetto che poi, con il passare degli anni, lo ha fatto pentire.
Quando compie 14 anni decide di viaggiare verso l'Argentina accompagnato dello zio Donato Frezza. Sono partiti alla ricerca di un lavoro.
Ma all’età di 18 anni deve tornare in Italia per fare il servizio militare e precisamente nell’anno 1914 comincia la prima guerra mondiale. Combatte con coraggio insieme ad gli altri soldati e purtroppo viene ferito con una baionetta. È per questo motivo che lo portano al sicuro: deve guarire!
Dopo la guerra la sua vita continua, in un paese che deve riprendersi e in cui c'è solo miseria: tutto deve ricominciare da capo.
Alcune persone come mio nonno pensano di tornare in Argentina e lasciare i propri cari e perché lo fanno? Per cercare un futuro migliore! Prende la sua decisione e ma prima della seconda partenza si sposa e ha 2 figlie. Sembrava un matrimonio felice fin quando non arriva in Argentina, trova un lavoretto come contadino che gli permette di sistemarsi. Con i soldi messi da parte, manda a chiamare sua moglie e le figlie: è ora di tornare insieme! Le cose però non vanno come avrebbe voluto perché lei rifiuta e resta in Italia insieme alle ragazze.
I primi anni non sono stati facili. Lavorava tanto in una casa di campagna, dall’alba al tramonto…
Ad un certo punto, in quella casa di campagna, un'altra persona comincia a far parte di questa storia: la mia nonna materna, Geronima Moreno. Anche lei lavorava sodo in quella campagna e in più faceva la cuoca, puliva la casa e faceva altre faccende domestiche.
Nonno Nicola e Geronima cominciano a frequentarsi fin quando non nasce l’amore e da questa unione sono nati 3 figli: Osvaldo, Maria (la mia mamma) e Juan.
Con grande fatica sono riusciti a comprare una casa e a crescervi i loro figli.
Nonno Nicola, in conclusione, ha vissuto una vita intensa, segnata da sacrifici, migrazioni, scelte difficili e tanto lavoro. Eppure, nonostante tutto, ha costruito una famiglia, un nuovo inizio, un’eredità di amore e dignità.
Io porto con orgoglio il suo sangue e la sua storia, e so che lui vive nei racconti di famiglia, nei valori trasmessi, nei ricordi che custodiamo.
Raccontare la sua vita è il mio modo di tenerlo vivo, di onorarlo, e di sentirmi ancora più vicina alle mie radici.
Grazie nonno Nicola!
Gabriela Gimenez 🇦🇷❤️🇮🇹